

Per anni la regola 3-2-1 è stata un riferimento consolidato:
3 copie dei dati, su 2 supporti diversi, con almeno 1 copia off-site.
Oggi, però, lo scenario è cambiato.
I ransomware sono sempre più efficaci nel colpire anche i backup collegati alla rete, gli attacchi mirati sono in aumento e molte organizzazioni scoprono criticità solo al momento del ripristino.
Per garantire continuità operativa e conformità al GDPR, è necessario evolvere verso strategie più robuste: 3-2-1-1-0.
Perché cambia la regola
• Gli attaccanti cercano di compromettere anche le copie di sicurezza accessibili dalla rete, impedendo il ripristino.
• Affidarsi “solo al cloud” non assicura la resilienza: contano la separazione logica o fisica e la verificabilità delle procedure.
• È indispensabile effettuare verifiche periodiche dei backup, per garantire l’effettiva disponibilità dei dati in caso di incidente.
La falsa credenza da superare
“Abbiamo il cloud, quindi siamo a posto.”
Il cloud è uno strumento utile, ma non sostituisce la necessità di:
In cosa consiste 3-2-1-1-0 (in breve)
L’aspetto distintivo è l’ulteriore livello di separazione e integrità, che garantisce il mantenimento della disponibilità dei dati personali, come richiesto anche dall’art. 32 del Regolamento GDPR.
Cosa puoi iniziare a fare già da domani
Quando hai eseguito l’ultimo test di ripristino completo di un sistema critico?
Parliamone insieme: valutare la resilienza dei tuoi backup significa proteggere non solo i tuoi dati, ma anche la conformità e la reputazione della tua organizzazione. Contattaci